Centrali rischi private (SIC): cosa sono e come funzionano

Hai ricevuto un rifiuto di credito e non sai perché?
Oppure vuoi capire cosa risulta di te nelle banche dati private?
Le centrali rischi private — i SIC — raccolgono informazioni su privati e aziende che la maggior parte delle persone ignora completamente.
Cosa sono i SIC e come si differenziano dalla centrale rischi Banca d’Italia
Le centrali rischi private, oggi conosciute come SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie), rappresentano una delle principali fonti di informazione che banche e finanziarie consultano per valutare l’affidabilità creditizia di un cliente.
Banca d’Italia le definisce “banche dati private”, consultate dagli intermediari finanziari per verificare la puntualità nei pagamenti della clientela. A differenza della centrale rischi Banca d’Italia — che è pubblica e a segnalazione obbligatoria — i SIC sono gestiti da società private e non esiste alcun obbligo normativo di segnalazione da parte delle banche.
Per poter consultare e contribuire ad alimentare questi archivi, banche e finanziarie devono aderire a pagamento al servizio offerto da ciascuna società.
Questo significa che non tutti gli intermediari sono iscritti a tutti i SIC — e che le informazioni presenti in una banca dati possono non coincidere con quelle di un’altra.
I SIC contengono anche informazioni su operazioni di importo ridotto: un piccolo prestito al consumo, una carta di credito, un finanziamento auto. Per un privato, raccontano spesso una storia più completa della centrale rischi pubblica.
Una cosa importante da sapere subito: essere segnalato in una centrale rischi privata non è necessariamente uno svantaggio.
Secondo una statistica CRIF, il 95% delle segnalazioni gestite sono positive. È il contenuto della segnalazione che conta — non la sua esistenza.
Le quattro centrali rischi private autorizzate in Italia
L’attività dei SIC privati è regolamentata dal Codice di Deontologia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2004, sottoscritto dai sistemi di informazione creditizia, dagli intermediari finanziari, dal Garante per la Protezione dei Dati Personali e da alcune associazioni dei consumatori.
Le banche dati autorizzate a operare in Italia sono quattro:
Eurisc (CRIF) Il sistema di informazioni creditizie più diffuso a livello nazionale. Viene gestito direttamente da CRIF e raccoglie dati su privati, famiglie e imprese relativi a finanziamenti, mutui, carte di credito e prestiti al consumo. Quando si parla comunemente di “essere in CRIF”, ci si riferisce quasi sempre a Eurisc.
Experian Banca dati privata gestita da Experian Italia, parte di un gruppo multinazionale con sede a Dublino attivo in 37 paesi. Aggrega informazioni creditizie mensili dagli intermediari aderenti su privati e imprese.
CTC — Consorzio per la Tutela del Credito Banca dati gestita da un consorzio di banche e società finanziarie. Contiene informazioni sia positive che negative su privati e aziende per gli intermediari consorziati.
Assilea Banca dati privata specializzata nelle operazioni di leasing. Se hai in corso o hai avuto contratti di leasing, le informazioni relative sono gestite da Assilea. È la centrale rischi di riferimento per l’intero settore del leasing in Italia.
Chi può accedere ai dati nei SIC
L’accesso ai dati è riservato: puoi consultare solo le informazioni che ti riguardano direttamente, non quelle di terzi.
Esistono eccezioni per situazioni di eredità, curatela o tutela.
Per le aziende puoi richiedere accesso ai dati per società di cui sei legale rappresentante o socio di srl.
Può sembrare scontato, ma non puoi accedere alle informazioni contenute nei SIC per conoscere dati dei tuoi clienti o fornitori.
La prospettiva dell'ex direttore
“In banca, prima di deliberare qualsiasi affidamento, consultavamo sistematicamente i SIC — non solo la centrale rischi Banca d’Italia. Chi non conosce l’esistenza di queste banche dati private si trova spesso a subire un rifiuto senza capirne il motivo reale. La prima cosa che faccio quando analizzo la situazione di un’azienda è verificare cosa risulta in tutte e cinque le centrali rischi — pubblica e private.”
Marco Damiani, ex Direttore deliberante
Quanto durano le segnalazioni nelle centrali rischi private
| Tipo di evento | Durata conservazione |
|---|---|
| Richieste di finanziamento | 180 giorni dalla richiesta, o 90 giorni dall’esito di rifiuto |
| Ritardi fino a 2 rate, poi regolarizzati | 12 mesi dalla regolarizzazione |
| Ritardi oltre 2 rate, poi regolarizzati | 24 mesi dalla regolarizzazione |
| Morosità, sofferenze non regolarizzate | 36 mesi dalla scadenza contrattuale, max 60 mesi |
| Rapporti positivi estinti | 60 mesi dalla data di cessazione |
E’ possibile cancellare le segnalazioni negative nei SIC?
Purtroppo no — salvo specifiche eccezioni.
Queste banche dati rappresentano per gli istituti di credito strumenti fondamentali per valutare l’affidabilità di un cliente.
Se hai avuto sconfinamenti o rate impagate, non puoi pretendere la cancellazione prima della scadenza naturale dei termini indicati nella tabella sopra.
Le eccezioni sono limitate a situazioni precise:
- Errate segnalazioni;
- Segnalazione effettuata senza il preavviso obbligatorio da parte della banca o finanziaria;
- Furto d’identità, da dimostrare con regolare denuncia alle autorità.
Per la tua azienda, parti sempre dall’analisi della centrale rischi Banca d’Italia — l’unica centrale rischi pubblica, a segnalazione obbligatoria da parte di tutti gli intermediari finanziari.
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