Commissione di Disponibilità Fondi (CDF): cos’è, come funziona e quanto costa

Apri l’estratto conto e trovi una voce trimestrale che si ripete puntuale — anche nei mesi in cui non hai usato il fido.
Si chiama Commissione di Disponibilità Fondi.
Non è un errore, non è una sorpresa — è una commissione che la banca addebita per il solo fatto di averti messo a disposizione un credito.
In questa guida trovi tutto quello che devi sapere.
Cos’è la Commissione di Disponibilità Fondi
La Commissione di Disponibilità Fondi — abbreviata CDF — è una commissione che la banca addebita trimestralmente come corrispettivo per aver messo a disposizione del cliente un fido o un castelletto bancario. Indipendentemente dal fatto che venga utilizzato o meno.
Il concetto è semplice: la banca riserva una quota di credito per la tua azienda, la tiene disponibile, e per questo servizio ti addebita una commissione. Anche se quel credito non l’hai mai toccato. Anche se il mese è andato bene e non ne hai avuto bisogno.
È stata introdotta dalla Legge 62/2012 insieme alla Commissione di Istruttoria Veloce, in sostituzione della vecchia Commissione di Massimo Scoperto — dichiarata illegittima dalla Cassazione nel 2011. L’obiettivo della riforma era rendere il costo del credito più trasparente e prevedibile. La CDF è la componente fissa — quella che paghi sempre, a prescindere dall’utilizzo.
La normativa di riferimento è l’art. 117-bis del D.Lgs. 385/93 — il Testo Unico Bancario — che fissa il limite massimo applicabile allo 0,50% trimestrale sulla somma messa a disposizione.
Quanto ti costa la Commissione di Disponibilità Fondi (CDF)
La legge fissa il tetto massimo allo 0,50% trimestrale — ma non tutte le banche applicano il massimo. L’aliquota reale dipende dal contratto, dal tuo rating bancario e dal tuo potere contrattuale.
Due fattori che incidono concretamente sull’aliquota che ti viene applicata:
- Il tuo rating bancario — chi ha un rating solido paga meno. La banca considera il cliente affidabile un rischio basso e può concedere condizioni migliori
- La soglia di usura — in alcuni casi di sconfinamento frequente, la somma di tasso di extra fido e CDF può avvicinarsi alla soglia di usura. Un elemento da monitorare con attenzione
La CDF non è negoziabile? Non è vero — come tutte le condizioni bancarie può essere discussa. Ma il momento giusto è durante il rinnovo degli affidamenti, non quando sei già in difficoltà. E serve sapere cosa chiedere.
La prospettiva dell'ex direttore
“Attenzione: ridurre gli affidamenti non è sempre la soluzione giusta. Un castelletto troppo basso penalizza il rating bancario e limita la flessibilità operativa dell’azienda. La dimensione ideale degli affidamenti non si decide a occhio — si calcola. È uno degli elementi che analizzo sempre quando lavoro con un’azienda: trovare il punto di equilibrio tra costo della CDF e benefici del credito disponibile.”
Marco Damiani, ex Direttore deliberante
La CDF viene calcolata trimestralmente sull’importo totale degli affidamenti accordati — fidi, castelletti, anticipi su fatture — esclusi i mutui ipotecari. Non sull’utilizzo effettivo, non sul saldo medio — sull’intero importo messo a disposizione.La formula è semplice: importo affidamento × aliquota trimestrale. L’aliquota massima consentita per legge è dello 0,50% trimestrale.Il risultato può sorprendere: un’azienda con affidamenti complessivi di 120.000 euro alla massima aliquota paga 2.400 euro all’anno — anche se non ha mai utilizzato il fido nemmeno una volta.Come viene calcolata la Commissione di Disponibilità Fondi
Perché non devi sottovalutarla
La CDF ha un aspetto positivo e uno negativo — e spesso le aziende vedono solo il primo.
Aspetto positivo: avere un fido accordato significa che la banca ti ha già valutato e approvato. In un momento di necessità il credito è disponibile subito — senza dover fare una nuova pratica, senza attese, senza rischi di rifiuto. Questo ha un valore reale, soprattutto per le PMI che operano con flussi di cassa irregolari.
Aspetto negativo: a differenza della vecchia Commissione di Massimo Scoperto — che si calcolava sul picco massimo di utilizzo — la CDF si paga sull’intero importo accordato a prescindere dall’utilizzo. Un’azienda che utilizza il fido solo raramente paga la stessa commissione di una che lo usa ogni giorno.
Il rischio concreto è avere affidamenti sovradimensionati rispetto alle reali necessità aziendali — e pagare commissioni su credito che non serve. La domanda giusta non è solo quanto costa il fido — ma quanto fido ti serve davvero.
Domande frequenti sulla Commissione Disponibilità Fondi
La CDF si paga anche se non utilizzo mai il fido?
Sì — è proprio questa la caratteristica principale della Commissione di Disponibilità Fondi.
A differenza della CIV che scatta solo quando sconfini, la CDF si paga sempre — ogni trimestre, a prescindere dall’utilizzo.
La banca la addebita come corrispettivo per aver tenuto il credito disponibile, non per l’utilizzo effettivo.
Qual è la differenza tra CDF e CIV?
Sono due commissioni distinte che possono coesistere nello stesso contratto.
La CDF è fissa — si paga ogni trimestre sull’importo totale degli affidamenti, anche se non li usi.
La CIV invece scatta solo quando sconfini — ogni volta che il conto va oltre il limite del fido concesso.
In sintesi: la CDF è il costo della disponibilità, la CIV è il costo dello sconfinamento.
La CDF si può negoziare con la banca?
Sì — come tutte le condizioni bancarie, anche la CDF è negoziabile. La legge fissa solo il tetto massimo dello 0,50% trimestrale — la banca può applicare un’aliquota inferiore.
Ad oggi (nel 2026) è una condizione difficile da trattare. Va gestita con cura la trattativa.


